Art e Dossier

Le conseguenze della guerra secondo 14 artisti

categoria: Grandi Mostre
10 March – 10 April 2026

Macerie. Ciò che resta, ciò che nasce

Milano, Brescia, Piacenza, Roma, Cremona. Università Cattolica del Sacro Cuore

Macerie. Ciò che resta, ciò che nasce è una mostra collettiva che coinvolge quattordici artisti contemporanei e si sviluppa su più sedi. È promossa dal Centro Pastorale di Milano e il Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ed è curata dagli studenti dell’Ateneo coordinati da padre Enzo Viscardi e dalle professoresse Elena Di Raddo, Michela Valotti e Mariacristina Maccarinelli. Lo scopo dell’iniziativa, che si rinnova ogni anno dal 2005, è generare nuove riflessioni sulla realtà attuale, restituendole attraverso i linguaggi dell’arte: per il 2026 il tema si focalizza, naturalmente, sulle conseguenze della guerra e prende vita dai versi di Giuseppe Ungaretti, “Di queste case / non è rimasto / che qualche / brandello di muro” (San Martino del Carso). “Non vogliamo rappresentare la guerra – affermano i curatori – ma evocarne le conseguenze più intime: il silenzio, la perdita, la colpa. Si crea così un modo per indagare il dolore e per riconoscere nelle rovine le tracce di un'umanità che persiste”. 

Tale riflessione interiore, condivisa con gli artisti, trova quindi forma in un percorso che si sviluppa dislocando opere e installazioni nei chiostri e nei corridoi dell’Ateneo di Milano, così da attirare lo sguardo di studenti, visitatori o semplici passanti. A esprimere, attraverso diversi media, la lunga e inesorabile eco che lascia ogni conflitto, sono stati chiamati Gabriele Micalizzi con le sue opere fotografiche che si accostano a installazioni capaci di evocare i materiali delle zone di guerra, come quelle realizzate da Fabrizio Dusi, Mauro Seresini o Lorenzo e Simona Perrone. Di Carlo Zinelli, uno degli esponenti più significativi dell’Art Brut, si presentano alcune carte che rendono evidente il trauma vissuto durante la guerra civile spagnola negli anni ’40 e a causa del quale diventò schizofrenico. Due diverse guerre, ma con conseguenze analoghe, sono illustrate dai disegni di Salvatore Garzillo e di Adriano Caverzasio, mentre Erk14 è presente con opere coloratissime, ispirate a degli object trouvé. Valentina Achilli riflette invece sulla potenza della comunicazione scritta attraverso l’uso della carta filigranata e del tessuto, mentre Giampaolo Parilla esplora per via di pittura la fragilità e la frammentazione del corpo umano nel mondo contemporaneo.

Inoltre, nella sede universitaria di Brescia si può scoprire l’opera di Luca Pancrazzi; in quella di Piacenza trovano spazio i lavori di Vanshika Agrawal; a Roma è presente l’artista Silvia Stucky e infine per Cremona è stata scelta la fotografa Marta Ferrarini.

Macerie. Ciò che resta, ciò che nasce invita quindi i visitatori a fermarsi davanti alle opere contemporanee per osservarle e allo stesso tempo interrogarsi sul presente, sullo spazio silenzioso che segue la fine di un conflitto, sui segni di distruzione e sulle fratture da cui possono emergere nuove possibilità.

Marta Santacatterina