Tre capolavori di Tiziano ad Ancona
Tiziano 1520 – La Pala Gozzi di Ancona e l’Annunciazione del Duomo di Treviso
Dopo essere stata concessa in prestito a Pieve di Cadore, la Pala Gozzi – dipinta da Tiziano Vecellio nel 1520 – torna nella Pinacoteca Civica di Ancona e si affianca nella stessa sala ad altri due capolavori del maestro: L’Annunciazione proveniente dal duomo di Treviso, trasferita temporaneamente nel capoluogo delle Marche per consentire di completare il restauro della cappella Malchiostro per la quale è stata realizzata sempre nel 1520, e la struggente Crocefissione del 1558. Si instaura così un confronto diretto tra due opere coeve e profondamente innovative. Nell’Annunciazione, in particolare, Tiziano crea un’iconografia inedita e rivoluzionaria, nella quale la Vergine è raffigurata in primo piano, con lo sguardo diretto verso lo spettatore, mentre l’arcangelo Gabriele sta in secondo piano; sullo sfondo, al centro della scena, si scorge in ginocchio il committente Broccardo Malchiostro, plenipotenziario del vescovo e umanista di Treviso Bernardo de Rossi. Questa composizione di assoluta modernità non sfuggì a Lorenzo Lotto che la replicò in modo originale nella sua Annunciazione di Recanati.
La mostra dossier è un’occasione per proseguire gli studi su Tiziano grazie ad attività promosse anche in vista del 2028, quando Ancona sarà Capitale italiana della cultura. L’Assessore alla Cultura Marta Paraventi dichiara infatti: “La Pinacoteca può tradurre la vittoria di Ancona capitale italiana della cultura 2028 in un’eredità duratura, perché è un museo che ricerca, produce, dialoga, mette in rete istituzioni e saperi, e aiuta la città a riconoscersi in una visione culturale più ampia”.
Altre iniziative culturali sono in corso in città: fino al 19 aprile si può visitare l’esposizione Lorenzo Lotto. Un volto per la città che presenta il Mastro Batista balestier de la Rocha Contrada (1551-1552) di Lotto, affiancandolo alla Pala dell’Alabarda dello stesso autore. Si possono inoltre visitare il Museo archeologico nazionale delle Marche e l’Anfiteatro romano, che riapre da aprile a settembre, così da poter scoprire il più importante edificio per spettacoli dell’Ancona romana. Nel museo invece si possono ammirare i tesori archeologici ritrovati in tutta la regione e riconducibili a Piceni, Celti, Greci e Romani che hanno lasciato le tracce indelebili nelle territorio marchigiano. Sono accessibili al pubblico anche i Depositi Aperti, il nuovo spazio del M A N Marche che consente di addentrarsi nel cuore del museo, dove sono custoditi più di seimila reperti.
Marta Santacatterina

