Art e Dossier

Una casa di Jan Steen: una mostra a Leida

categoria: Grandi Mostre
2 April – 23 August 2026

Thuis bij Jan Steen, – 400 jaar leven in de brouwerij

Leida, Holland
Museum De Lakenhal

“Una casa di Jan Steen”: nei Paesi Bassi l’espressione è diventata proverbiale per evocare disordine, caos domestico e una vivacità fuori controllo. Ed è proprio da questa immagine, tanto popolare quanto profondamente radicata nella cultura olandese, che prende avvio Thuis bij Jan Steen, – 400 jaar leven in de brouwerij (“A casa di Jan Steen - 400 anni di vita in fermento”), la mostra del Museum De Lakenhal di Leida fino al 23 agosto 2026, dedicata a uno dei pittori più narrativi e ironici del Seicento olandese.

L’esposizione si inserisce nelle celebrazioni per il quattrocentesimo anniversario della nascita dell’artista e propone un ampio percorso costruito come una vivace esplorazione del suo mondo, tra umorismo e inattese lezioni di vita.

La mostra pone particolare attenzione all’ambiente personale di Steen e al ruolo della sua città natale, offrendo uno sguardo sorprendente sulla vita quotidiana del XVII secolo. Accanto ai dipinti della collezione del museo, sono esposti capolavori e rari prestiti provenienti da importanti istituzioni come il Rijksmuseum di Amsterdam, il Mauritshuis de L’Aja e il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, oltre che da collezioni private.

Tra le opere esposte figurano alcuni dei suoi dipinti più celebri, come La famiglia allegra, La festa di San Nicola e La Sagra Paesana, veri e propri compendi della sua poetica. A questi si affiancano prestiti eccezionali raramente visibili al pubblico, come La danza di Maggio, una delle prime opere dell’artista recentemente riscoperta, il ritratto della seconda moglie Maria van Egmond nelle vesti bibliche di Betsabea, già esposto nel 1926 e ora tornato a Leida, e La sposa spagnola, entrato di recente nella collezione e destinato a rimanere nel museo anche dopo il termine della mostra.

Le scene di genere di Steen, celebri per la loro apparente confusione, sono in realtà costruzioni complesse, ricche di dettagli morali e riferimenti simbolici: famiglie rumorose, taverne affollate, bambini indisciplinati e adulti dediti ai piaceri della vita diventano specchio di una società vivace ma anche ammonimento sui vizi umani. Non a caso, i bambini occupano un ruolo centrale nella sua pittura: padre di una famiglia numerosa, Steen trovava proprio tra le mura domestiche modelli e ispirazioni, restituendo con straordinaria vivacità gesti, emozioni e dinamiche quotidiane.

Questa attenzione all’infanzia trova eco anche nel percorso espositivo, che coinvolge attivamente il pubblico più giovane: alunni delle scuole primarie di Leida hanno contribuito con brevi testi affiancati alle didascalie delle opere, offrendo uno sguardo contemporaneo sui dipinti.

Attraverso opere e approfondimenti sulla vita quotidiana del XVII secolo, Thuis bij Jan Steen mette così in luce il sottile equilibrio tra comicità e critica morale che caratterizza l’opera dell’artista. Lungi dall’essere semplici rappresentazioni di disordine, le “case di Jan Steen” si rivelano sofisticati racconti visivi, capaci ancora oggi di parlare con immediatezza allo spettatore contemporaneo.

Il quattrocentesimo anniversario è celebrato in tutta Leida e nei dintorni, inclusa Warmond, dove l’artista visse dal 1656 al 1660. Tra le iniziative collaterali, una presentazione dedicata a Steen, nella Chiesa Pieterskerk, riporta l’attenzione anche sul suo luogo di sepoltura, reso nuovamente visibile per l’occasione. In questo ritorno simbolico alle origini, il caos domestico diventa così una chiave privilegiata per comprendere non solo un pittore, ma un intero modo di guardare alla vita.

Paola Testoni