Art e Dossier

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Barocci, un urbinate tra Rinascimento e Barocco

categoria: Mostre
19 giugno – 6 ottobre 2024

Federico Barocci Urbino. L’emozione della pittura moderna

Urbino
Palazzo Ducale di Urbino, Galleria Nazionale delle Marche

Federico Barocci nacque a Urbino nel 1533 e per quasi un secolo fu uno dei protagonisti della scena artistica italiana ed europea. Le fonti testimoniano che, pur non trasferendosi mai dalla sua città natale, lontana dai grandi centri culturali e mecenatistici, nella seconda metà del XVI secolo era tra i più ammirati, richiesti e pagati autori di scene sacre e ancora oggi è apprezzatissimo per i suoi dipinti, gli straordinari disegni e le innovative incisioni. 

La mostra che Urbino dedica al suo illustre cittadino comprende 76 tra dipinti e disegni di Barocci, giunti da importanti musei nazionali e internazionali per illustrare una carriera di grande rilievo che risulta ancor più chiara grazie all’ordinamento tematico delle opere, funzionale a comprendere le caratteristiche della sua produzione nel contesto della grande arte del Cinquecento e del Seicento.

L’incipit del percorso, articolato in sei nuclei narrativi, è dedicato all’ambiente culturale in cui Federico Barocci si formò ed esordì come pittore, quindi si evidenziano i legami con la corte e l’amicizia con il duca Francesco Maria II Della Rovere, di cui si espone uno splendido ritratto proveniente da Firenze e che è affiancato da altri capolavori della ritrattistica baroccesca. L’esposizione prosegue con un focus sulle grandi pale d’altare connotate da inediti effetti di notturno, per poi approfondire il tema degli affetti, della natura e delle emozioni, raccontato con una serie di opere di piccole dimensioni e pensate per la devozione privata; tra gli esempi notevoli La Madonna delle ciliegie proveniente dalla Pinacoteca Vaticana o la Sacra Famiglia del gatto dalla National Gallery di Londra. A circa metà percorso l’attenzione viene posta sui disegni, sui cartoni, sulle incisioni di Barocci, mentre la quinta sezione indaga il processo attraverso cui l’artista portava a compimento l’idea iniziale: schizzi, cartoni e bozzetti si accostano infatti ai dipinti finiti per documentare la gestazione e la realizzazione di un’opera. L’ultima sezione presenta le ultime prove del pittore, databili al primo decennio del Seicento, nelle quali il colore diventa pura emozione cromatica, anticipando alcune soluzioni tipicamente barocche, come è evidente dalla Madonna del rosario da Senigallia o dalla Presentazione della Vergine al tempio (da Roma, Chiesa Nuova). Terminata la mostra temporanea, l’itinerario alla scoperta di Federico Barocci prosegue nell’appartamento roveresco del secondo piano di Palazzo Ducale, dove è custodito un nucleo assai consistente della sua produzione sacra.

A più di centodieci anni di distanza dall’inaugurazione della Galleria Nazionale delle Marche, allora diretta da Lionello Venturi che avrebbe fortemente voluto organizzare una monografica su Federico Barocci, Urbino rende omaggio all’artista che ha idealmente chiuso la grande stagione del Rinascimento urbinate, dominata da Piero della Francesca, Bramante e Raffaello, aprendo la strada alla pittura barocca.

Marta Santacatterina