Art e Dossier

A Brera si restituisce la figura di Giovanni Agostino da Lodi

categoria: Mostre
26 maggio – 13 settembre 2026

Giovanni Agostino da Lodi

Milano
Pinacoteca di Brera

Sappiamo davvero poco della vicenda biografica di Giovanni Agostino da Lodi: il pittore si formò verosimilmente a Milano tra la fine del nono e l’ultimo decennio del Quattrocento nella cerchia di Bramante e Bramantino ma presto si trasferì a Venezia dove, dopo il 25 marzo 1492, realizzò la sua prima opera documentata, cioè la pala per l’altare della fraglia dei barcaioli nella chiesa di San Cristoforo della Pace a Murano, ora custodita in San Pietro Martire. Nei primi anni del Cinquecento Giovanni Agostino rimase profondamente colpito dalle opere di Albrecht Dürer - il quale, fra il 1505 e 1507, soggiornò nella Serenissima - tuttavia il pittore nello stesso periodo si dimostrò aggiornato sulla lezione leonardesca, tornando forse occasionalmente in patria. A Milano risiedette certamente tra 1510 e 1511, quando si impegnò in cantieri artistici prestigiosi come quelli allestiti nella chiesa di Santa Maria della Pace e nella Certosa di Pavia; in queste imprese sfoggiò uno stile più monumentale, vicino alle opere coeve di Bramantino e al leonardismo di Marco d’Oggiono.

Grazie alla curatela di Maria Cristina Passoni e di Cristina Quattrini, la Pinacoteca di Brera dedica all’artista misterioso e altrettanto originale una mostra che, grazie a quarantasei dipinti, si pone l’obiettivo di far conoscere al pubblico Giovanni Agostino da Lodi, restituendogli una fisionomia il più possibile precisa – si pensi che fino all’inizio del Novecento molte sue opere venivano attribuite a un non meglio definito “Pseudo Boccaccino” – e mettendo in luce il suo stile al tempo stesso raffinato e bizzarro. Il punto di partenza del progetto è rappresentato dal cosiddetto Doppio ritratto di Brera (forse un omaggio dell’artista al suo maestro Leonardo, come farebbe pensare la scritta apparsa durante un restauro e che recita: “Il maestro non vietava minimamente che il giovane pittore lo superasse”), un quadro firmato e reso noto nel 1912 da Francesco Malaguzzi Valeri. Il percorso espositivo si snoda attraverso le opere attribuite a Giovanni Agostino – ormai ritenuto uno dei capostipiti della corrente anticlassica sperimentale e nordicizzante che di affermò entro gli anni Venti del XVI secolo - che nell’esposizione di Milano  vengono accostate ad alcuni lavori di Bramantino e Leonardo per quanto riguarda il versante milanese, e poi di Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Boccaccio Boccaccino, Giorgione e Dürer per quello veneziano, così da dare modo di scorgere le affinità e i cambiamenti di stile del protagonista, contestualizzando la sua opera in un momento chiave del Rinascimento in Italia settentrionale.

Marta Santacatterina