Art e Dossier

La fotografia di Francesca Woodman in mostra a Roma

categoria: In galleria
29 aprile – 12 settembre 2026

Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid

Roma
Gagosian

Prende le mosse dal legame tra la pratica fotografica di Francesca Woodman e l’immaginario surrealista la mostraLately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid, allestita presso la sede galleristica romana di Gagosian fino al 12 settembre 2026.

A finire sotto i riflettori sono circa cinquanta scatti realizzati da Woodman nell’arco della sua breve vita, alcuni dei quali mai esposti in precedenza. Studiosa del Dadaismo e del Surrealismo durante la sua formazione presso la Rhode Island School of Design, l’artista consegnò ai propri taccuini una serie di rimandi a questi movimenti. Le atmosfere di derivazione surrealista caratterizzano le fotografie composte da Woodman ricorrendo a figure nude, velate o vestite calate in ambienti naturali o carichi di mistero e accompagnate da oggetti di uso quotidiano come guanti, maschere, frutta, conchiglie, tazze da tè, che evocano una serie di significati simbolici.

Assidua frequentatrice e conoscitrice dell’Italia, nel 1979 Woodman scrisse all’editore Alberto Piovani, menzionando i suoi artisti di riferimento ‒ “[Josef] Koudelka, Brassaï, [Jean-Auguste-Dominique] Ingres e Balthus” e affermando: “Vorrei che le parole fossero per le mie fotografie ciò che le fotografie sono per il testo in ‘Nadja’ di André Breton. Egli individua tutte le allusioni e i dettagli enigmatici di alcune istantanee piuttosto ordinarie e prive di mistero e li elabora in una storia. Vorrei che le mie fotografie sintetizzassero l’esperienza”.

Il titolo stesso della mostra allude all’omonimo scatto di Woodman datato fra il 1975 e il 1977 e ispirato alle logiche associative del Surrealismo grazie al gioco visivo tra il doppio dello specchio e la natura morta. In una nota scritta nel 1976, Woodman collegò l’opera a un corso sulle fiabe frequentato durante il suo primo anno alla RISD, associando il titolo alla favola della “Regina delle nevi”, dove frammenti di specchio distorcono la percezione della bellezza e del suo contrario. Le superfici riflettenti sono una costante nella produzione di Woodman e contribuiscono a rafforzare la potenza delle immagini dal forte carattere onirico ideate dall’artista davanti e dietro l’obiettivo fotografico.

 

Arianna Testino