Art e Dossier

Malta debutta alla Gwangju Biennale 2026 con “BEJN / IN-BETWEEN”

categoria: Eventi
5 settembre – 15 novembre 2026
Horanggasy Art Polygon, Gwangju, South Korea.

Malta farà il suo debutto alla Gwangju Biennale 2026, uno dei più rilevanti appuntamenti internazionali dedicati all’arte contemporanea in Asia. Per la prima volta, il Padiglione maltese sarà presente con il progetto BEJN / IN-BETWEEN, in programma dal 5 settembre al 15 novembre 2026 presso l’Artpolygon Horanggasy.

La 16a edizione della Biennale, intitolata You must change your life, è curata da Ho Tzu Nyen e si concentra sul ruolo dell’arte in un’epoca segnata da crisi sistemiche, trasformazioni geopolitiche e ridefinizioni culturali. In questo contesto, la partecipazione di Malta si inserisce come una proposta che lavora sulla nozione di soglia, di attraversamento e di spazio intermedio tra identità, territori e linguaggi.

Il progetto è commissionato da Arts Council Malta con il supporto del Ministero per le Arti, la Cultura e il Patrimonio Nazionale e riunisce Norbert Francis Attard, il collettivo PONKS (Sam Alekksandra & Julien Vinet) e il compositore e sound designer Michael Quinton, che operano insieme come BEJN Kollettiva.

Sviluppato attraverso una residenza di tre mesi a Gwangju, il progetto prende forma come un’unica installazione ambientale articolata in più livelli spaziali e sensoriali, in cui installazione, suono e poesia si intrecciano in una struttura immersiva. Il lavoro costruisce una relazione diretta tra Malta e Corea, due contesti geograficamente distanti ma accomunati da tradizioni rituali, forme comunitarie e narrazioni legate alla resistenza culturale.

Nel lavoro di Norbert Francis Attard, lo spazio diventa un sistema di tensioni tra materiali e simboli. Le sue installazioni, costruite attraverso strutture metalliche, superfici riflettenti ed elementi luminosi, rielaborano la tradizione delle feste patronali maltesi, mettendola in dialogo con codici cromatici e rituali di altre culture. Il risultato è un ambiente instabile, in cui celebrazione, memoria e conflitto convivono nella stessa struttura percettiva.

Il collettivo PONKS interviene invece con un’installazione immersiva fatta di corde sospese e testi poetici, trasformando lo spazio in una struttura attraversabile che richiama tanto i sistemi rituali coreani quanto le tradizioni mediterranee legate al mare e alla processione. Il linguaggio diventa materia fisica, mentre la scrittura si espande nello spazio fino a diventare architettura.

A completare il progetto è il lavoro sonoro di Michael Quinton, che costruisce paesaggi acustici attraverso registrazioni ambientali raccolte tra Malta e Corea. Il suono diventa qui elemento strutturale dell’esperienza, non accompagnamento ma dispositivo percettivo che ridefinisce la relazione tra corpo, spazio e memoria.

Nel loro insieme, queste pratiche delineano un’unica configurazione concettuale in cui il “tra” non è semplice passaggio, ma condizione attiva di relazione e trasformazione. Il debutto di Malta alla Gwangju Biennale assume così una dimensione che va oltre la rappresentanza nazionale, aprendo un campo di dialogo tra Mediterraneo e Asia attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

Paola Testoni