Todi dialoga di nuovo con il contemporaneo con Alicja Kwade
Alicja Kwade. Paraposition
Circa cinquant’anni fa Beverly Pepper ebbe l’intuizione di avvicinare l'architettura e il paesaggio di Todi all'arte contemporanea. Oggi, sulla scia dei progetti dedicati ad Arnaldo Pomodoro, Fabrizio Plessi, Ian Davenport, nel piccolo comune in provincia di Perugia giungono le opere di Alicja Kwade grazie alla Fondazione Progetti Beverly Pepper e alla sua collaborazione con il Comune.
Nota a livello globale grazie alle sue grandi installazioni, l’artista polacca presenta un’opera pubblica monumentale in piazza del Popolo, uno dei contesti medievali più suggestivi d'Italia: l’installazione porta il titolo ParaPosition ed è costituita da telai d’acciaio intrecciati che sostengono enormi massi lapidei, i quali sembrano fluttuare leggeri nello spazio; sotto di essi è posta una sedia in bronzo che evoca la presenza umana, radicando l’opera tra fragilità, gravità e percezione. All’artista - che ha firmato anche il manifesto ufficiale del Todi Festival - è dedicata inoltre una mostra monografica curata da Marco Tonelli e allestita nella Sala delle Pietre, dove Kwade esporrà alcune opere che indagano la percezione e la misurazione del tempo, tra cui la sua celebre 88 secondscomposta da una serie di anelli in acciaio inossidabile che danno l’impressione di essere sospesi o di cadere con diverse inclinazioni, simulando la traiettoria di un singolo anello il quale, roteando gradualmente, si arresta infine sul pavimento. L’esposizione presenta anche una nuova scultura-orologio con un meccanismo analogico dall’aspetto industriale che si comporta in un modo matematicamente “impossibile”.
“In un gioco i rimandi e illusioni il tempo in Alicja Kwade diventa un materiale proprio come le pietre sospese su aste e strutture di metallo o grandi anelli di acciaio inossidabile che si svolgono nello spazio. Si tratta di metafore concrete di peso e gravità, elementi che curvano lo spazio/tempo e determinano il movimento dei corpi della quarta dimensione: è la base della materia e del tempo, della sua circolarità, del suo tornare sempre su se stesso e mantenere l’universo in equilibrio. È la materia di cui è fatto il nostro pensiero. Ovviamente un equilibrio apparente perché destinato a esaurirsi secondo il principio dell’entropia, della morte termica, della stasi assoluta. Ma in quest’attesa il tempo di Kwade sembra scorrere all’indietro, fermarsi, trattenersi, svolgersi nello spazio, prendere appunto ‘tempo’. Tutto è illusione, ma tutto è vero e ogni inizio è a sua volta la fine”, spiega Marco Tonelli, che è anche curatore scientifico della Fondazione Progetti Beverly Pepper.
Quindi Todi si confronta nuovamente con la scena artistica contemporanea, rinnovando il legame tra la Fondazione Progetti Beverly Pepper e il Todi Festival. “È proprio attraverso progetti come questo che continuiamo a costruire una prospettiva culturale ambiziosa e internazionale: quella di una città raccolta nelle dimensioni, ma capace di promuovere esperienze artistiche e culturali proprie delle grandi capitali della contemporaneità, dove lo spazio pubblico diventa esperienza e visione condivisa” ha commentato Elisa Veschini, Presidente della Fondazione.
Marta Santacatterina

