A Vicenza si visita una mostra su Giandomenico Tiepolo
Giandomenico Tiepolo. Un mondo nuovo
Nel 2027 ricorrerà il terzo centenario della nascita di Giandomenico Tiepolo (1727-1804), figlio del più noto Giambattista, il quale gli diede una formazione nella sua bottega, rendendolo così capace di conquistare una personale autonomia espressiva. Giandomenico, infatti, mise a punto una visione originale del mondo, combinando l’osservazione della vita quotidiana alle invenzioni fantastiche e a una profonda attenzione per l’essere umano. Ne è esempio lampante l’opera intitolata Un mondo nuovo che rende visibile la capacità del pittore di osservare la realtà con uno sguardo diverso e contemporaneo, ritraendo scene nelle quali la grande storia lascia il passo ai gesti, ai volti e alle emozioni della gente comune.
La mostra allestita alle Gallerie d’Italia di Vicenza, curata da Carolina Brook, Valter Curzi e Fabrizio Magani, si compone di sessantotto opere provenienti da importanti istituzioni internazionali, nonché da significativi musei, istituzioni ecclesiastiche e collezioni italiane, e si pone l’obiettivo di ripercorrere le fasi salienti della carriera di Giandomenico Tiepolo, dall’apprendistato al fianco del padre nelle grandi imprese decorative fino ai lavori della piena maturità, svelando così l’eccezionale originalità di un artista che ha saputo reinterpretare la tradizione veneziana grazie a una personale riflessione sul paesaggio umano e sul teatro della vita. Nel percorso espositivo particolare attenzione è data ai viaggi di Giandomenico in Veneto, in Germania e in Spagna, tutti cruciali per la sua formazione. Si approfondiscono inoltre i temi privilegiati dell’artista, dalla pittura sacra - nella quale scaturisce una profonda intensità umana -, alle originalissime serie di incisioni Idee pittoresche e Divertimento per li regazzi, agli eleganti disegni ispirati ai modelli di Giambattista e alle Teste di carattere che guardano alla lezione di Rembrandt. Naturalmente il cuore della mostra è il nucleo dedicato alle scene di genere ambientate nella Venezia quotidiana, osservata da Giandomenico con ironia, empatia e profondità psicologica. Il percorso si conclude con un focus sul ciclo dei Pulcinella dipinto nella villa di famiglia a Zianigo e che rivela l’universo poetico di Tiepolo, così lontano dalla spettacolarità barocca con le sue riflessioni sul tempo, sulla memoria e sulla condizione umana.

