Art e Dossier

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Art History: ricerca iconografica

Castore e Polluce

I gemelli Càstore e Polluce, detti Diòscuri, sono frutto dell'unione di Giove con Leda e vennero al mondo da un uovo deposto dalla donna dopo che Giove l'ebbe posseduta assumendo le sembianze di un cigno. I due fratelli, inseparabili, erano valorosi guerrieri e perciò furono "eletti" patroni dell'ordine equestre romano; inoltre, essi sono "i gemelli" per antonomasia, poiché personificano l'omonima costellazione zodiacale. Pur essendo gemelli, le loro caratteristiche sono profondamente differenti: Càstore è mortale, Polluce invece è immortale. Il mito narra che essi presero parte alla spedizione degli Argonauti, alla guerra di Troia e alla caccia calidonia. Quest'ultimo episodio consiste in un'impresa che ha unito diversi eroi appartenenti a tutte le stirpi della Grecia: la caccia a un enorme cinghiale devastatore, mandato da Diana per punire Eneo, re dell'Etolia, il quale aveva trascurato di compiere un'offerta sacrificale in onore della dea. Un altro celebre episodio dei Diòscuri è quello in cui i gemelli rapiscono le figlie del re Leucippo, promesse in matrimonio ai figli di Afareo, Idas e Linceo, uccisi da Càstore e Polluce nel conflitto che seguì al rapimento. Lo stesso Càstore, mortale, perì nella lotta contro i figli di Afareo. La rappresentazione iconografica dei due eroi è quella di una coppia maschile, di giovane età e di aspetto atletico, spesso in vesti di cavalieri.