Enciclopedia dell'Altro: una mostra alla Marucelliana di Firenze
Enciclopedia dell’Altro. Il Patrimonio della Biblioteca Marucelliana e la conoscenza dell’Africa
L’immediatezza dei messaggi che quotidianamente ci raggiungono, insieme alla rapidità con cui siamo indotti a consumarli, costituisce una delle criticità più evidenti del nostro tempo. Li attraversiamo senza sostarvi, privandoci del tempo necessario per una comprensione approfondita. In controtendenza rispetto a questa accelerazione diffusa, la mostra “Enciclopedia dell’Altro. Il Patrimonio della Biblioteca Marucelliana e la conoscenza dell’Africa”, visitabile fino al 3 aprile 2026 alla Biblioteca Marucelliana di Firenze, offre al pubblico uno spazio di riflessione critica: un invito a rallentare per entrare in dialogo con l’opera d’arte e conseguentemente per riscoprire un legame più consapevole con la nostra umanità e con quella degli altri. Il percorso riunisce oltre trenta opere – carte geografiche, incisioni, libri illustrati, manoscritti e materiali eterogenei - alcune presentate per la prima volta. L’esposizione nasce da una collaborazione tra la Biblioteca Marucelliana e quattro Università italiane (l’Università degli Studi di Firenze con il Dipartimento Sagas, l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara, l’Università degli Studi del Molise e l’Università degli Studi di Palermo).
“Enciclopedia dell’Altro”: una pluralità di sguardi per un percorso civile di conoscenza, percezione e inclusione.
La mostra, a cura di Adriano Amendola, Silvia Castelli, Camilla Fiore, Cristiano Giometti e Loredana Lorizzoinaugura un ciclo espositivo dedicato al tema dell'Altro. Il progetto parte dalla consapevolezza che l’alterità non sia una categoria univoca o statica: ogni volta che osserviamo l’altro, diventiamo a nostra volta “altro” agli occhi altrui. L’incontro tra esseri umani, culture e contesti differenti genera inevitabilmente trasformazioni reciproche, ridefinendo identità e prospettive. In questa logica, la mostra si configura come un’iniziativa di stringente attualità che, accanto al rigore scientifico, assume un esplicito valore educativo e civile, di consapevolezza critica nel panorama contemporaneo. Dunque, il riferimento all'enciclopedia non allude unicamente al luogo che ospita l'iniziativa, la Biblioteca Marucelliana, ma richiama esplicitamente l'orizzonte culturale del suo fondatore Francesco Marucelli. Scomparso nel 1703, egli non poté assistere all'apertura della biblioteca, avvenuta soltanto a partire dalla metà del Settecento, secondo la sua volontà di creare un'istituzione pubblica destinata a rendere il sapere accessibile alla comunità fiorentina e a tutti gli studiosi. Il percorso espositivo si apre con un volume manoscritto intitolato “Africa”, testimonianza dell'interesse enciclopedico e sistematico di Marucelli per la conoscenza di tutto il mondo, anche di quello africano. E infatti, la mostra non si configura come un semplice racconto di personaggi o di vicende già indagate dai curatori in precedenti pubblicazioni, ma come un'analisi dei dispositivi attraverso cui l'alterità è stata studiata, rappresentata e percepita nel tempo offrendo ai visitatori, anche a coloro che provengono da ambiti disciplinari diversi dalla storia dell'arte, l'opportunità di rileggere tali tematiche alla luce delle proprie competenze e prospettive di ricerca.
“Fuori dal Margine. L’altro nell’Arte”: dagli studi alla collana fino al catalogo.
Gli studi dedicati al tema della rappresentazione dell’Altro nella storia dell’arte moderna nascono dalla condivisione di carriera e amicizia di quattro storici di arte moderna che, pur provenendo da ambiti di ricerca differenti, hanno progressivamente individuato in questo campo un terreno comune d’indagine. La consultazione della bibliografia internazionale, in particolare anglosassone, da tempo attenta alle questioni legate ai processi di colonizzazione e alle dinamiche di costruzione dell’alterità, ha evidenziato nel panorama italiano una relativa marginalità del tema, raramente affrontata in modo sistematico. Da tale consapevolezza ha preso avvio un percorso di ricerca fondato sull’esigenza di interrogare la rappresentazione dell’Altro con una pluralità di sguardi e competenze come elementi metodologici imprescindibili. Adriano Amendola (Università degli Studi di Salerno) ha orientato le proprie indagini verso un’analisi iconografica delle opere, approfondendo i meccanismi della rappresentazione; Loredana Lorizzo (Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara) ha esaminato la diffusione delle incisioni come veicolo privilegiato di conoscenza e categorizzazione dell’Altro (per appartenenza geografica, colore della pelle, caratteristiche fisiche o identità culturale) evidenziando l’ampiezza e la pervasività di tali rappresentazioni; Cristiano Giometti (Università degli Studi di Firenze) ha indagato infine l’ambito scultoreo, rilevando la significativa presenza di figure “altre” nel tessuto urbano italiano come attestano, per esempio, le decorazioni architettoniche del Palazzo Ducale di Urbino. Questi studi hanno portato alla nascita della collana “Fuori dal Margine. L’altro nell’arte” (Edizioni ETS), di cui fa parte anche il catalogo di questa mostra. La serie editoriale rappresenta il punto di convergenza delle indagini condotte dai quattro studiosi, riunendo in un progetto organico e coerente contributi maturati nel tempo da prospettive differenti ma complementari. Il volume accoglie al suo interno schede di catalogo redatte anche da altri studiosi, come M. B. Sanfilippo, G. Ferrarelli, C. Fiore, S. Jacobsen, L. Manzoni e M. Vaccaro. L’obiettivo è quello di interrogare il concetto di diversità in rapporto a una collettività che tende a definirsi, in modo ambiguo, come “norma”. Nel corso del tempo, artisti e opere d’arte hanno svolto un ruolo determinante: da un lato hanno contribuito a costruire l’immaginario dell’alterità, dall’altro ne hanno progressivamente favorito la comprensione e, talvolta, l’inclusione. Riportare il “non conforme” al centro del dibattito significa allora non solo riconsiderare le narrazioni storiche, ma anche avviare una revisione consapevole del linguaggio. Le parole, le classificazioni e le categorie interpretative non sono strumenti neutri: plasmano la percezione della realtà e possono, anche involontariamente, consolidare gerarchie e disuguaglianze. Il continuo e naturale confronto con altri studiosi ha progressivamente consolidato il progetto, fino a trovare un naturale sviluppo nella collaborazione con Silvia Castelli, Direttrice della Biblioteca Marucelliana. Alla ricerca per “Enciclopedia dell’Altro. Il Patrimonio della Biblioteca Marucelliana e la conoscenza dell’Africa” si è unita anche Camilla Fiore (Università degli Studi del Molise), i cui studi su Athanasius Kircher hanno offerto un contributo essenziale per l’approfondimento della rappresentazione dell’Africa in età moderna.
Ginevra Poli

