Art e Dossier

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Frente à Guernica, in viaggio fra i mille piani degli archivi, 1929-1937

categoria: Eventi
7 settembre 2023

Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Venezia

In questo film di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi l’opera di Picasso appare dopo due ore per meno di trenta secondi, nemmeno per intero, il tempo che serve a pronunciare questa frase, "dai diari di Guy Debord Parigi, esposizione universale 1937. Nel padiglione francese è esposta Guernica, di Pablo Picasso. Un ministro tedesco gli chiede, questo l'ha fatto lei? Picasso risponde, no questo l'avete fatto voi”. 

In un pomeriggio di fine primavera del 1937, gli aerei tedeschi e italiani volano sul cielo della città basca di Guernica. L’assalto inizia alle 16.30 e termina alle 19.30, per quattro ore in cui gli aerei Junkers Ju 87, Henkel He 5, Savoia - Marchetti della Luftwaffe e dell’Aviazione Legionaria prima lanciano ordigni esplosivi per costringere la popolazione a uscire dai rifugi, infine chiudono l’impresa con il lancio di bombe incendiarie per sterminarla. La Guernica di Pablo Picasso diventa il frammento di un archivio che testimonia questo evento. 

Il film decostruisce le narrazioni di propaganda, grazie al montaggio in sequenza di filmati di archivi privati di famiglia, archivi ufficiali di Stato, filmati di promozione turistica agli albori del turismo, e filmati pubblicitari. Nei mille pianigenerati da questo dispositivo narrativo, iniziamo a sentire e vedere assonanze con il mondo in cui viviamo, e siamo accompagnati a prendere allo stesso tempo una distanza critica e una posizione politica rispetto alla violenza della Storia mostrata per quello che è, non estetizzata e nemmeno nascosta. Il film ci accompagna in questo viaggio al termine della notte fra 1929 e 1937, in cui l’ONU diventa impotente, le nazioni si fanno aggressive, le comunità si chiudono in un atteggiamento identitario, razzista e coloniale, sotto la pressione della crisi del Ventinove e delle rivolte sociali che non trovano alcuna risposta politica, e in cui la rabbia di chi teme di perdere tutto prende le forme della militarizzazione di tutta la società e del fascismo. La nascita dello spazio - popolazione teorizzato da Carl Schmidt si è nutrito di questo immaginario. Il cinema è nato esattamente in questo contesto, come dispositivo di mobilitazione delle coscienze di tutti. 

Prima di arrivare al disvelamento finale, in cui la Storia è trasfigurata in Guernica, lo spettatore viene in qualche modo torturato dal montaggio per addizione di filmati di archivio di provenienze eterogenee, volutamente senza una costruzione logica o discorsiva apparente. Nella persistenza retinica fra una immagine e l’altra, nella durata lunga delle sequenze, inizia lentamente a formarsi l’esperienza visiva di uno spettatore durante gli anni Venti e Trenta. Per ottenere questo effetto, il metodo è quello indagato e teorizzato per anni da Guy Debord, ma allo stesso tempo affilato e mitigato da una volontà di forma che è quella di accompagnare lo spettatore in una deriva non meno che in un viaggio. Siamo a Madrid, Roma, Berlino, Parigi, Granada, Guernica, Barcellona. La colonna sonora è composta da due elementi spesso dissonanti, la voce fuori-campo e la musica al limite fra elettronica, word music e documentazione antropologica.

Con questa operazione sottile, contemporaneamente di costruzione e decostruzione di una esperienza visiva, l’esercizio della visione di Guernica e dei materiali preparatori, Sogno e menzogna di Franco, acqueforti di Pablo Picasso realizzate l’otto giugno del 1937 diventano nuove attuali, e ci parlano di altre guerre che sono a poche migliaia di chilometri da qui. Il film è una produzione degli autori con il contributo, fra gli altri, del Museo Reìna Sofia di Madrid. 

Irene Guida