Giallo. Più del colore preferito di Van Gogh
Geel. Meer dan Van Goghs lievelingskleur
Quando si pensa a Vincent van Gogh, la mente corre subito alla luce intensa della Provenza, ai campi dorati, al giallo brillante dei Girasoli. Ma Giallo. Più del colore preferito di Van Gogh (Geel. Meer dan Van Goghs lievelingskleur), la mostra del Van Gogh Museum di Amsterdam aperta fino al 17 maggio, invita a guardare oltre la superficie: il giallo diventa una lente attraverso cui osservare un’intera epoca, fatta di innovazioni artistiche, sperimentazioni culturali e profonde trasformazioni sociali. Nei Girasoli (Zonnebloemen, 1889) e nei campi di grano che Van Gogh immortalò con ineguagliabile intensità, il giallo non è solo luce solare: è un messaggio, un segnale di nuove visioni del mondo. L’artista e molti suoi contemporanei lo utilizzavano con consapevolezza, inserendo la scelta cromatica in un contesto storico-artistico trasformando il giallo da semplice dettaglio decorativo, in uno strumento di comunicazione e di emozione visiva.
Alla fine dell’Ottocento, il giallo assume infatti anche una forte valenza culturale. Compare sulle copertine di romanzi che scandalizzano e affascinano, nei manifesti pubblicitari di una modernità audace e nelle opere che sfidano le convenzioni visive. Diventa simbolo di sperimentazione, rottura delle regole e sensibilità estetica in trasformazione. La mostra mette in dialogo Van Gogh con artisti come Turner, la cui luce quasi astratta anticipa le ricerche sul colore moderno, e Kandinskij e Hilma af Klint, che attribuiscono al giallo dimensioni spirituali e simboliche. Così, un singolo colore diventa specchio di un’intera epoca, capace di raccontare innovazione, tensioni sociali e visioni interiori.
Un’esperienza sensoriale
La mostra non si limita a guardare al passato. Invitando il pubblico a immergersi nel colore, l’allestimento include installazioni site-specific di Olafur Eliasson, che trasforma il giallo in materia tangibile: la luce stessa diventa percepibile, e l’intensità del colore sembra quasi palpabile. Il visitatore non osserva soltanto: viene avvolto da un’esperienza multisensoriale che stimola vista, memoria ed emozioni. L’allestimento, infatti, integra anche suoni, fragranze e riferimenti alla moda e al design dell’epoca, creando un percorso immersivo che suggerisce un ripensamento della percezione cromatica come fenomeno totale. Il giallo non è più solo il colore del sole o dei girasoli: è il colore di un’epoca che ha imparato a usare la pittura per esprimere emozioni, energia e visioni interiori e il singolo colore diventa un filo conduttore tra arte, scienza e cultura. Il percorso invita a riflettere su come la percezione del colore influenzi la nostra esperienza del mondo e come, attraverso la pittura, artisti come Van Gogh abbiano trasformato la realtà visiva in una mappa di emozioni. In un’epoca in cui la fotografia e gli studi sull’ottica cambiavano il modo di intendere il rapporto con la luce e nuovi pigmenti industriali rendevano possibili tonalità più brillanti di colore, il giallo emerge come simbolo di un’energia in trasformazione, della tensione tra naturale e artificiale, tra percezione immediata e significato culturale.
Visitare Giallo. Più del colore preferito di Van Gogh significa dunque riscoprire la forza dei colori, la loro capacità di raccontare storie e di trasmettere emozioni. È un invito a guardare più attentamente, a percepire con tutti i sensi, e a capire che dietro un gesto apparentemente semplice – come dipingere un girasole – può nascondersi una vera rivoluzione visiva e culturale.
Paola Testoni

