Art e Dossier

Gli anni giovanili di Sodoma protagonisti di una mostra a Torino

categoria: Mostre
31 marzo – 6 settembre 2026

Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento

Torino
Museo di Arti Decorative Accorsi-Omettoi

Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma è un artista non molto conosciuto dal grande pubblico, eppure nel primo Rinascimento seppe elaborare una sintesi tra le tendenze allora in voga tra Vercelli, Casale, la Milano leonardesca e Mantova, arricchendole con le suggestioni assimilate nei suoi viaggi a Roma, dove poté ammirare le opere di Perugino e Pinturicchio. Nel 1508 entrò a far parte dell’équipe che lavorava decorazione delle Stanze Vaticane, trovandosi fianco a fianco con Raffaello; il Sodoma trascorse tuttavia la maggior parte della sua vita a Siena e si affermò come uno dei principali pittori rinascimentali attivi in Toscana. 

Oggi, nelle sale del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino, è allestita una mostra curata da Serena D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale che mette a fuoco la produzione giovanile dell’artista a distanza di ottant’anni dall’ultima grande retrospettiva che si tenne nel 1950 a Vercelli e a Siena. Durante l’apprendistato svolto a bottega di Giovanni Martino Spanzotti e nelle sue prime opere realizzate nei primi anni del Cinquecento, il Sodoma elaborò freneticamente le diverse esperienze maturate nelle varie località visitate, per poi mettere a punto un linguaggio del tutto personale. 

Il percorso di mostra, che comprende più di cinquanta opere, si articola in sezioni cronologiche, nelle quali le opere dell’artista vengono poste in relazione con lavori di altri artisti a lui contemporanei. L’incipt è offerto dall'Ecce Homo del 1510 che evidenzia la raggiunta maturità del Sodoma, quindi si prosegue con i lavori di artisti vercellesi e casalesi conosciuti dal protagonista dell’esposizione (ad esempio Alvise De Donati, Eleazaro Oldoni, Aimo e Balzarino Volpi) e con l’attività del suo maestro Spanzotti, a bottega del quale lavorava anche Defendente Ferrari. Dell’attività del Sodoma di questo periodo si mostra la Sacra Famiglia con san Giovanni Battista e un angelo di collezione privata, una recente attribuzione finora inedita. La sezione successiva è dedicata alla Milano leonardesca, con opere di Bernardo Zenale, del Maestro della Pala Sforzesca e Giovanni Antonio Boltraffio: la loro influenza è indiscutibile nello straordinario Compianto sul Cristo morto dipinto da Sodoma attorno al 1503. A illustrare la presenza del pittore in Centro Italia si sono convocate due opere di Pinturicchio che dialogano con due rare Pietà di Sodoma e con miniature, placchette, medaglie e maioliche; si aggiungono dei dipinti di Macrino d’Alba, Gaudenzio Ferrari e altri artisti piemontesi a conferma dell’intensità degli scambi tra il Nord e il Centro della Penisola. Chiude il percorso una selezione di lavori dapprima giovanili e poi della piena maturità di Sodoma, dall’Allegoria dell’Amor celeste della Collezione Chigi Saracini di Siena al tondo con la Sacra Famiglia con san Giovannino e un angelo del Museo Borgogna di Vercelli e alla Morte di Lucreziadella Galleria Sabauda di Torino. 

Marta Santacatterina