Art e Dossier

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L’infinito tra Ghirri e Morandi a Palazzo Bentivoglio a Bologna

categoria: Mostre
24 aprile – 30 giugno 2024

Luigi Ghirri. Atelier Morandi

Bologna
Palazzo Bentivoglio

Nel febbraio 1992 Luigi Ghirri morì. Qualche mese dopo, Palomar e Contrejour produssero, come co-edizione, un suo nuovo libro, uscito postumo, Atelier Morandi, un dialogo serratissimo tra il fotografo di Scandiano e l’immaginario morandiano. Ghirri, tra il 1989 e il 1990, spesso insieme allo scrittore Giorgio Messori, aveva visitato più volte la casa-studio di Giorgio Morandi in via Fondazza a Bologna, e quella a Grizzana, poco distante, dove Morandi viveva soprattutto d’estate, fotografando le tracce lasciate dalla pratica e dal pensiero morandiano sugli oggetti che animavano le abitazioni, sui loro arredi, sugli strumenti del mestiere di Giorgio Morandi sparsi nel suo atelier, su una luce naturale riconoscibile per come il Maestro l’aveva precedentemente colta nelle sue opere. Fino al 30 giugno, a Palazzo Bentivoglio di Bologna, quel corpus di lavoro che ha prodotto la pubblicazione Atelier Morandi è visibile in occasione della mostra omonima Luigi Ghirri. Atelier Morandi. Le immagini racchiuse nel libro, inoltre, saranno arricchite da un numero di immagini non edite, nel 1992, da Palomar e Contrejour.
Quello che Atelier Morandi rappresenta va oltre il fotografico e oltre l’artistico. Essendo entrambi, Luigi Ghirri e Giorgio Morandi, due autori il cui linguaggio, prima di tutto, era un linguaggio che si animava di pensiero, quello che ne uscì dalla poetica narrazione del fotografo emiliano fu non solo un omaggio emozionante ma anche una vera conversazione di rimandi, un gioco di specchi, soprattutto per Ghirri, che fu altamente influenzato dalla poetica del silenzio di Giorgio Morandi, dal suo racchiudere in un’opera quella dimensione che contempla l’intimità fino l’universale, l’infinito.

Francesca Orsi