Mario Schifano. Una grande mostra a Roma
Mario Schifano
Goffredo Parise lo aveva paragonato a un puma, perché si muoveva come un felino tra i tavolini del caffè Rosati, tra personaggi come Franco Angeli, Tano Festa, Giorgio Franchetti, Jannis Kounellis e Pino Pascali. Bello e seducente, vitale ed eccessivo, Mario Schifano (1934-1998) era uno dei protagonisti di quel “clima felice degli anni Sessanta”, in una Roma dinamica e festosa, dove cinema, arte, letteratura e poesia esplodevano in una miriade di occasioni culturali di livello internazionale. A lui è dedicata la retrospettiva aperta fino al 12 luglio 2026 al Palazzo delle Esposizioni a Roma, che riunisce un centinaio di opere selezionate dalla curatrice Daniela Lancioni per documentare l’intera carriera dell’artista: un’occasione da non perdere per conoscere a fondo la personalità incandescente di uno dei più grandi pittori italiani del secondo Novecento. Un grande evento istituzionale, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, con Eni come main partner e il il supporto della Fondazione Silvano Toti. L’esordio è indimenticabile: nella Rotonda centrale è allestita la grande camera da pranzo dipinta da Schifano nel 1968 per l’appartamento romano degli Agnelli, con brillanti cieli stellati sui quali si stagliano una serie di palme, quasi a voler ricordare i paesaggi della Libia, dove l’artista era nato. La mostra rispetta un ordine cronologico, che vede esposte nella prima sala le prime opere informali degli anni Cinquanta, seguite dai monocromi dei primi anni Sessanta, che avevano suscitato l’interesse della gallerista Ileana Sonnabend. Già nel 1962 però Schifano affronta nuovi stimoli, evidenti in opere come Elemento per grande paesaggio e Tempo moderno – entrambe datate 1962 – dove compaiono frammenti di paesaggi inquadrati da grandi schermi, che anticipano l’ossessione dell’artista per la televisione. Nelle sale successive sono presenti i diversi cicli di opere che hanno caratterizzato l’evoluzione della ricerca dell’artista, dai “paesaggi anemici” alle tele ispirate al Futurismo, schermate da pannelli in metacrilato colorato, fino alle tele emulsionate e ai Paesaggi TV degli anni Settanta . Le ultime due sale documentano i grandi dipinti materici degli anni Ottanta e Novanta, di cui molti ispirati ad eventi di attualità, mentre due sezioni sono dedicate ai cortometraggi girati da Schifano – i suoi filmati vengono proiettati nella sala Cinema – e alle fotografie scattate dall’artista in occasione dei sopralluoghi effettuati negli Stati Uniti per il film Human Lab - Laboratorio umano nel corso degli anni Settanta, a luoghi come la N.A.S.A., Cape Kennedy e il Pentagono . Un mostra di livello internazionale ricca e rigorosa, supportata da un catalogo ricco di contributi scientifici, pubblicato d Electa .
Ludovico Pratesi

