Art e Dossier

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A Napoli l’architettura di Aldo Loris Rossi incontra l’arte contemporanea

categoria: Mostre
30 maggio – 29 luglio 2024

Il resto di niente

È frutto della sinergia tra la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre Gucci la mostra che sancisce la ripresa dell’attività espositiva della sede museale partenopea ‒ dopo la prima fase di interventi di manutenzione straordinaria ‒ e il consolidamento della ricerca su Napoli avviata nel 2023 con la pubblicazione del libro fotografico di Giovanna Silva. Curata da Eva Fabbris con Giovanna Manzotti da un’idea di Sabato De Sarno, Il resto di niente evoca nel titolo l’omonimo romanzo di Enzo Striano, che offre uno spaccato socio-antropologico di Napoli all’epoca della rivoluzione del 1799, e riunisce le opere di dodici artisti contemporanei attorno alle meditazioni architettoniche di Aldo Loris Rossi, radicate nella città campana e testimoniate dai progetti e disegni presenti in mostra, alcuni dei quali concepiti insieme a Donatella Mazzoleni

Installazioni, opere sonore, fotografie, video, sculture di neon entrano in dialogo con l’immaginario radicale di Aldo Loris Rossi, componendo un mosaico identitario sfaccettato e foriero di possibilità. Progetti come la Casa del Portuale (1968-1980) e il complesso residenziale di Piazza Grande (1979-1989), orientati a un futuro innervato di brutalismo e utopia, “interagiscono” con gli scatti di Tobias Zielony, dedicati proprio alle più note costruzioni di Rossi e Mazzoleni, a loro volta inclusi in un racconto corale animato dalle opere di Vincenzo Agnetti e Nanda Vigo – temporalmente vicini alle istanze dell’architettura utopica –, dalle indagini di Jim C. NeddRM (Bianca Benenti Oriol e Marco Pezzotta) e Domenico Salierno sulla componente emotiva dell’abitare e dai rischi delle trappole esistenziali studiati da Giulio DelvèÖzgür Kar. A esplorare le atmosfere urbane attraverso il suono è Sara Persico, mentre la dimensione fisica, corporea dell’organismo cittadino è la materia che permea i lavori di Angharad Williams e Franco Mazzucchelli, autore delle sculture gonfiabili allestite fra le sale del Madre.

È Napoli, dunque, la protagonista assoluta di una narrazione visiva che si dipana attraverso i decenni e individua nell’oggi il terreno ideale per espandere la riflessione sulla metropoli mediterranea per eccellenza, fulcro delle conferenze in programma da giugno al prossimo autunno nel museo campano.

 

Arianna Testino