Art e Dossier

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Nicolas Berggruen: nella seconda dimora veneziana dialogano le arti del presente e del passato

categoria: Mostre
20 aprile – 24 novembre 2024

Janus

Venezia
Palazzo Diedo

Risale al 2022 l’acquisizione di palazzo Diedo di Venezia da parte di Berggruen Arts & Culture, la fondazione benefica creata dal collezionista e filantropo Nicolas Berggruen, che solo un anno prima aveva acquisito anche la celebre anche la Casa dei Tre Oci sull’isola della Giudecca, rendendola sede del Berggruen Institute Europe. In questo biennio l’edificio costruito per la famiglia Diedo dall’architetto Andrea Tirali nella seconda metà del XVIII secolo e che sorge nel cuore del sestiere Cannaregio, è stato sottoposto a un restauro che ha riguardato sia le parti architettoniche sia gli affreschi, in particolare i cicli di Francesco Fontebasso (1707-1769) e Costantino Cedini (1741-1811) e ora, in occasione della  60° Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia 2024 apre al pubblico, ponendosi la mission di riconnettere l’arte contemporanea con quella del passato e l'Oriente con l’Occidente. 

A partire dal 2026 i vasti spazi del palazzo ospiteranno residenze d'artista, mostre, eventi, film e performance, anche in collaborazione con artigiani specializzati nelle diverse tecniche artigianali come la lavorazione del vetro, la costruzione navale e i tessuti. A inaugurare il programma culturale è però Janus, la mostra in corso fino al 24 novembre prossimo curata da Mario Codognato, direttore di Berggruen Arts & Culture, e Adriana Rispoli, curatrice di Berggruen Arts & Culture. Il concept si ispira a Giano - il dio romano degli inizi e dei passaggi che di solito viene raffigurato con un’iconografia bifronte perché può guardare contemporaneamente al passato e al futuro - e si sviluppa grazie agli interventi site specific di undici artisti di fama internazionale: Urs Fischer, Piero Golia, Carsten Höller, Ibrahim Mahama, Mariko Mori, Sterling Ruby, Jim Shaw, Hiroshi Sugimoto, Aya Takano, Lee Ufan e Liu Wei. Tutti loro hanno concepito opere capaci di dialogare con l'architettura e le caratteristiche dell'edificio, riprendendo anche i mestieri tradizionali veneziani come gli affreschi, il vetro di Murano, i tessuti preziosi e i pavimenti con il loro tipico design. Tra i lavori ospitati in anteprima c’è in particolare Peace Crystal: A Prayer for Peace di Mariko Mori, realizzata con la Fondazione Faou e che dal 13 maggio sarà allestita nei Giardini di Palazzo Corner della Ca’ Granda, a San Marco. 

Contestualmente a Janus, a palazzo Diedo sono presenti due progetti collaterali: l’istituzione The Kitchen propone una mostra personale di Rhea Dillon, artista londinese che mette spesso al centro delle sue riflessioni i modi in cui la Blackness viene concettualizzata nella pratica estetica e teorica. Polaroid Foundation invece ha invitato gli artisti presenti in mostra a creare un'opera originale usando la camera istantanea più diffusa nel mondo, la Polaroid 20x24 e avvalendosi del supporto di John Reuter, il quale utilizza la Polaroid sin dal 1980. Nel piccolo cinema interno al palazzo, infine, tutti i giovedì viene proiettato OUSSS, l’ultimo film di Koo Jeong A, artista che rappresenta la Corea del Sud alla Biennale Arte.

Marta Santacatterina