Terza edizione della Biennale di Diriyah
La Diriyah Biennale Foundation ha annunciato la lista completa degli artisti che prenderanno parte alla terza edizione della Diriyah Contemporary Art Biennale, in programma dal 30 gennaio 2026 a Diriyah, nei pressi di Riyad. Intitolata “في الحِلّ والترحال / In Interludes and Transitions”, la Biennale sarà guidata dai direttori artistici Nora Razian e Sabih Ahmed e riunirà oltre 65 artisti provenienti da più di 37 Paesi, confermandosi come una delle piattaforme internazionali più rilevanti per l’arte contemporanea nel Medio Oriente.
La manifestazione si svolgerà nel JAX District, distretto creativo in forte espansione nato dalla riconversione di un’area industriale e oggi uno dei principali poli culturali dell’Arabia Saudita. Situato in prossimità del sito UNESCO di At-Turaif, culla storica del primo Stato saudita, il contesto della Biennale mette in dialogo patrimonio e sperimentazione, memoria storica e trasformazione urbana, riflettendo le profonde dinamiche di cambiamento che attraversano il Paese.
È proprio a partire da questa stratificazione che il progetto curatoriale affronta i temi del movimento, della migrazione e della trasformazione, esplorando le connessioni storiche e contemporanee tra il mondo arabo e il contesto globale. Il titolo della Biennale richiama un’espressione colloquiale legata alle pratiche nomadi della Penisola arabica, evocando cicli di sosta e spostamento, continuità e mutamento. In questa prospettiva, il mondo viene concepito come una “processione”, un insieme di traiettorie in cui storie, corpi, memorie, linguaggi e paesaggi si intrecciano in uno stato di continuo divenire.
Con oltre 22 nuove commissioni, la Diriyah Contemporary Art Biennale 2026 presenterà un ampio spettro di pratiche che spaziano dalle arti visive alla musica, dal cinema all’architettura e alla scrittura, coinvolgendo artisti, musicisti, filmmaker e collettivi di diverse generazioni e provenienze. Tra i nomi in mostra figurano, tra gli altri, Etel Adnan, Pacita Abad, Samia Halaby, Petrit Halilaj, Raqs Media Collective, Elias Sime e Agustina Woodgate, accanto a numerosi artisti attivi tra Africa, Asia, Medio Oriente, Americhe ed Europa.
L’allestimento è affidato allo studio italiano Formafantasma, che concepisce lo spazio espositivo non come una sequenza lineare di sale, ma come una coreografia attraversata da suoni, racconti e presenze materiali. La scenografia diventa così parte integrante della narrazione curatoriale, favorendo un’esperienza immersiva in cui le opere dialogano tra loro e con il contesto architettonico e paesaggistico di Diriyah.
In un momento storico segnato da profonde crisi sociali, politiche ed ecologiche, la Biennale si propone come un luogo di riflessione collettiva, in cui l’arte diventa strumento di resilienza, conservazione della memoria e immaginazione condivisa. Inserita nel più ampio progetto culturale della Diriyah Biennale Foundation, impegnata a rafforzare il ruolo dell’Arabia Saudita nel panorama artistico internazionale, la Diriyah Contemporary Art Biennale 2026 si configura come uno spazio di dialogo tra pratiche locali e discorsi globali, capace di interrogare il presente attraverso forme di conoscenza sensibili, plurali e in continuo movimento.
Paola Testoni

