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Art History: ricerca iconografica

Martino

La storia di san Martino è tramandata da numerose fonti di epoca tardo antica e dalla Legenda aurea. Figlio di un ufficiale romano, era nato intorno al 316/317 a Sabaria in Pannonia (l’odierna Ungheria). Divenuto soldato a sedici anni e a diciotto ufficiale dell’esercito romano, fu protagonista di un celebre episodio che lo fece convertire al cristianesimo. Mentre, in una rigida giornata invernale, attraversava a cavallo la porta di Amiens, vide un mendicante seminudo e sfinito dalla fame e dal freddo. Estrasse allora la spada e divise il suo mantello a metà, una delle quali la diede al povero, coprendo se stesso solo con l’altra parte. La notte seguente gli apparve Cristo in sogno, vestito con la parte di mantello che Martino aveva donato: disse che lui stesso era quel mendicante. Così, il giovane ufficiale si fece battezzare ad Amiens, divenendo cristiano. Nonostante la sua conversione, Martino rimase soldato ancora per due anni, sentendosi in realtà soldato di Cristo e, per questo, rifiutando di combattere con le armi. Accusato di codardia dall’imperatore Giuliano l’Apostata, che lo aveva spinto a combattere contro i Germani a Worms, Martino si offrì di marciare, senza armi, in nome di Cristo, alla testa dell’esercito, e decise poi di ritirarsi dall’esercito e di farsi eremita, finché il vescovo Ilario non lo chiamò a Poitiers, dove fondò un monastero. Dopo essere tornato in Ungheria per convertire i suoi genitori, fu eremita nell’isola Gallinaria (vicino Genova) e, dopo aver fondato nel 360 un monastero a Ligugé in Francia, nel 371 fu eletto vescovo di Tours. Si racconta che, non volendo egli accettare per modestia e umiltà tale importante carica, si sarebbe nascosto in una stia per le oche. Fu tradito però dai loro schiamazzi e riportato in città per l’investitura. Durante la sua vita, Martino fece opera missionaria, convertì molti pagani al cristianesimo (come quelli che rischiavano di venire uccisi da un albero che utilizzavano come oggetto d’idolatria), guarì un lebbroso e salvò i condannati dell’imperatore Massimo. Poiché durante una funzione religiosa era apparso un globo infuocato sopra il suo capo, molti dissero che Martino era uguale agli apostoli. Morì l’8 novembre 397 a Candes durante un viaggio e la sua salma venne contesa dalle due città di Poitiers e Tours. Alla fine, gli abitanti di Tours decisero di trasportare la salma di nascosto nella loro città, così Martino venne seppellito lì con grande partecipazione di popolo. Si racconta anche che Ambrogio, vescovo di Milano, addormentatosi durante la messa in una chiesa di Milano, sarebbe stato presente a Tours alla sepoltura di Martino, finché il suo diacono, dopo qualche ora, non lo svegliò. Viene rappresentato come soldato a cavallo, con mantello e spada, o come vescovo, con pastorale e libro, con un’oca e talvolta con una coppa.