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Art History: ricerca iconografica

Stefano

Come narrato negli Atti degli apostoli, santo Stefano fu il primo dei sette diaconi incaricati dagli apostoli di affiancarli nella missione di predicazione e assistenza presso la prima comunità cristiana di Gerusalemme. Egli si distinse ben presto per eloquenza e ardore di fede e carità. Ma la comunità ebraica lo accusò di idolatria e lo trascinò in tribunale dove fu interrogato. Il giovane diacono, ispirato dallo Spirito Santo, lungi dal difendersi, accusò a sua volta gli ebrei di aver assassinato il Messia. L’uditorio, infiammato d’ira dalle sue parole, si scagliò contro di lui e lo lapidò. Tra i suoi accusatori c’era anche Saulo (il futuro san Paolo). Secondo una più tarda tradizione leggendaria Stefano sarebbe stato sepolto da Nicodemo e Gemaiele, maestro di san Paolo. Nel V secolo Gemaiele apparve in sogno al prete Luciano, esprimendo il desiderio che le ossa del martire, riposte entro un cesto di rose rosse in una tomba abbandonata presso Gerusalemme, fossero trasportate a Roma. Qui le sante reliquie trovarono degna sepoltura accanto a quelle di san Lorenzo protomartire della Chiesa romana, così come Stefano lo era stato della prima comunità apostolica. È ritratto come un giovane diacono, a volte tonsurato, vestito con la dalmatica. Suo attributo specifico sono le pietre con le quali subì la lapidazione, tenute in una mano o conficcate nel capo ancora sanguinante.