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romano ferlan: biografia

Romano Ferlan, fotografo di Fogliano Redipuglia, classe 1969.

Acquisisce, a partire dagli anni ottanta, una passione crescente per l'obiettivo e la camera oscura, dove comincia a stampare il bianco e nero. L'evoluzione temporale avvenuta nelle tecniche fotografiche e nei materiali lo porta a scegliere apparecchi digitali, ai quali poi abbina il lavoro di impostazione delle immagini per mezzo del computer. In particolare dagli inizi del 2000 interviene sulle stampe con spray ad aria compressa, inizialmente di colore bianco o nero, poi soprattutto azzurro, per "sporcare" le immagini, che vengono poi comunque fotografate nuovamente prima di ottenere l'opera finita. Accanto al sistema a spruzzo, legato logicamente alle tecniche pittoriche tipiche dell'espressionismo astratto americano degli anni cinquanta, in alcuni casi sovrappone alle riproduzioni alcuni pannelli a stampa contenenti scritte o ideogrammi. La figura sottostante sembra in tal modo emettere delle onde di pensiero, come se le sue idee potessero in qualche modo prendere forma e divenire visibili.

In generale le figure che prevalgono nelle sue immagini appartengono all'universo femminile, che lui intende mostrare nel suo lato sensuale, attraverso una serie di sagome scure, dove i profili dei volti sono ben in evidenza, lasciando apparire forme sinuose ed estremamente morbide: queste accompagnano immediate e rapide scritte sui muri, oppure riempiono lo spazio accanto a boschi ed alberi innevati, quasi a suggerire la loro presenza come divinità eteree, nascoste allo sguardo. Le atmosfere rarefatte ed intense si alternano a quelle dove trionfa l'acqua con geometrici ed infiniti giochi, creati dalla luce sulla superficie liscia o increspata da rapidi movimenti.

I toni più leggeri ed estremamente divertenti animano invece una serie di immagini dal titolo "l'aria è fresca - web", dove lo sfondo bianco, neutro, si riempie di frasi quotidiane, di oggetti, che appartengono alla protagonista della storia, evocata solo da alcuni indumenti: una ragazza con le sue giornate da dimenticare o da ricordare, con i mille problemi e le tante esperienze cheogni giorno riempiono la vita di ciascuno, da quelle più semplici e banali a quelle che forse possono significare tanto, tutto. Le fotografie di Ferlan riescono a comunicare, ad insinuare un dialogo con chi le osserva perchè sono vere, parlano di cose e persone vere; le sue figure non sono mai pura evanescenza, ma sono una ricerca di forme, di gesti che costruiscono storie, pensieri, filosofie: non vogliono obbligare il pensiero a seguirle, vogliono solo invitarlo a fermarsi, per lo spazio di qualche attimo, accompagnandole, e liberando insieme a loro quella piccola parte di poesia che c'è ed esiste in ogni cosa che ci circonda, compresi noi stessi.

Stefania Volpe

Opere