Art e Dossier

Art History: Ricerca iconografica

Agnese

Santa vergine e martire romana. Il nome deriva dal greco e significa casta. La leggenda, ambientata durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano (284-305), narra che Agnese, poco più che bambina, rifiutò la mano al figlio di un giudice, per non tradire il suo voto di castità. Il padre dell’innamorato respinto, scoperto che la fanciulla era cristiana, si vendicò chiedendole di sacrificare alla dea pagana Vesta. Al suo rifiuto venne spogliata e trascinata in un postribolo. I capelli le crebbero allora miracolosamente e una luce soprannaturale avvolse la sua nudità. Quando il giovane tentò nuovamente di avvicinarsi ad Agnese morì all’istante, ma la fanciulla lo riportò in vita ed egli si convertì al cristianesimo. Ricevuta la notizia, il giudice pagano infuriato condannò Agnese al rogo, ma le fiamme la risparmiarono dirigendosi verso gli stessi carnefici; infine fu trafitta con una spada e morì. Le immagini della santa la ritraggono ancora fanciulla, con i lunghi capelli spesso raccolti in una treccia. L’agnello sacrificale, simbolo di Cristo, le è associato per la radice simile del nome. Altri attributi specifici possono essere la pira su cui venne arsa invano o la spada strumento del suo martirio, oltre al consueto ramo di palma.